mercoledì 3 marzo 2010

Di ritorno dal Laos...

















E' rientrata il 28 febbraio la spedizione Italo-Francese in nella regione del Khammuane. Quest'anno in Laos sembrava esserci un mezzo raduno speleologico, nei primi mesi dell'anno, il culmine della stagione secca, giravano ben nove diversi gruppi speleo: italiani, francesi, rumeni, inglesi, tedeschi, praticamente mezza europa. Solo il nostro gruppo ha avuto un picco di trenta persone tra speleo e speleosub che mancava solo un Gran Pampel a fine serata. In tutti i casi il numero degli speleologi e direttamente proporzionale ai chilometri di grotte che ancora si trovano. Nonostante siano ormai quasi vent'anni che le esplorazioni sono riprese, il carso laotiano è ancora generoso. Le aree ancora completamente inesplorate non mancano, anzi aspettano. Anche noi nel nostro piccolo qualcosa abbiamo riportato a casa: circa dieci i chilometri di esplorazione, con la bella Tham Pha Lom di oltre 2,5km per +270, che continua, una buona prosecuzione di 2,5 km nel sistema del Nam Koang che arriva così a circa 9km di esplorato e tante altre grotte molto promettenti, lasciate per il futuro, fermi su pozzi o traversi in galleria.
Come si vede bene nelle belle foto di Jean Micheal, le dimensioni in Laos sono sempre generose e trovare un strettoia è una vera impresa, ma certo che la grande galleria fossile della Tham Luang, con i suoi oltre 100 metri di larghezza per 70-80 di altezza, lunga oltre mezzo chilometro, è una bella esagerazione, praticamente in buona posizione tra gli spazi vuoti più grandi del pianeta.

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