giovedì 15 ottobre 2015

Grotte, fiumi sotterranei e metri cubi...


"Questo fiume che qui si nascone sotto terra, deve pur uscire da qualche parte. Costruirò una zattera e vi salirò abbandonandomi alla corrente dell'acqua"

I viaggi di Simbad - Le mille e una notte 




L'uscita della grotta del fiume Iaro, conosciutoa anche come  Tobio, nelle lontane south higlands in Papua Nuova Guinea. Sebbene le dimensioni del portale non siano eccessive, circa 30x50 metri, la portata stimata si aggira sugli 80-100 metri cubi al secondo. Una portata che in teoria ne farebbe, secondo diverse fonti, il più grande fiume sotterraneo del pianeta. Se non bastasse sapere che comunque la grotta resta tuttora, nonostante diversi tentativi, inesplorata, dalle nostre ricerche escono fuori mostri ben più grandi da tentare....  Acqua bianca, corde ed un pizzico di follia... lo speleo-rafting è appena iniziato.


Il traforo dello Iaro River, conosciuto anche come Tobio. Visto nel 1974 da Neil Ryan e Howard Beck. Il fiume attraversa circa 1.5 km di montagna con una portata stimata in circa 70 metricubi al secondo. Ad oggi inesplorato, e probabilmente l'ingresso di monte non è stato neanche mai raggiunto. In alto invece un traforo completamente inesplorato percorso sempre dal fiume Iaro, ma molto più a valle poco prima della confluenza nel fiume Erave, con una portata quindi estremamente superiore. Sebbene il percorso sotterraneo sia solamente di circa 1km si deve trattare di qualcosa di mostruoso da affrontare. 

Se vogliamo sapere quale sia la grotta più profonda o più lunga in un dato luogo la cosa è abbastanza facile. Lo stato delle esplorazioni ed il loro evolversi sotto forma di poligonali e metri lineari è oggetto di graduatorie e classifiche facili da leggere e comunicare. Ma se ci volessimo domandare quale sia la grotta interessata dal maggior corso d'acqua ipogeo, ovvero quali siano i fenomeni carsici in cui sono coinvolti i più grandi fiumi sotterranei? Allora lo nostra ricerca sarebbe già un poco più complessa. Le variabili in gioco aumenterebbero e scoprireste facilmente che qui i dati e le valutazioni difficilmente concordano. Misure di portata, bacini idrogeologici, fiumi totalmente eso-carsici o endo-carsici, ovvero generati interamente da una falda carsica oppure corsi d'acqua che incontrano e creano il carsismo sul loro cammino e ancora tutte le gradazioni di mezzo creano un panorama mutevole fatto di tempi e stagioni oltreché di mutamenti che si protraggono nel deep time geologico. Eppure nonostante il carsismo sia complesso e non sempre legato principalmente ad un corso d'acqua, quando un fiume degno di questo nome decide di viaggiare nel sottosuolo, ciò che crea con la sua magnitudine energetica è veramente qualcosa di grandioso. Spesso usiamo sottoterra il termine fiume o lago in modo più allegorico che reale, oppure a volte fiumi e laghi migrano realmente diventano veri e propri fiumi della notte. A nomi famosi come il Timavo o il Bussento, si aggiungono facilmente nell'immaginario collettivo i grandi fiumi delle grotte di Minye e Nare in Papua o il Saint Paul a Palawan nelle filippine. Eppure, qui viene il bello, fiumi e grotte di questo tipo, sono più diffuse di quanto ci si possa aspettare: un panorama solo minimamente esplorato, dove andare a caccia di metri-cubi di portata potenziale, indice capace di dare una magnitudine al fenomeno. Proprio scoprendo quanto siano poco chiare e dubbie le attuali 'graduatorie', da un po di tempo con Guido stiamo andando a caccia su pubblicazioni e cartografie di bacini e fiumi, esplorati e non per dare una forma a questo imponente fenomeno. Se alla lista si aggiungono cosi facilmente i nomi del Nam Hin Boun dello Xe Bang Fai e di altri colossi sotterranei ben conosciuti, allo stesso tempo compaiono nomi poco o pochissimo noti dalla Thunder al Tobio. Ma la parte del leone la fanno i nomi ignoti, ovvero i fiumi senza nome, tra i più grandi e tutti ancora da raggiungere ed esplorare. Una miriade di punti interrogativi sparsi nelle foreste di mezzo mondo. Vere e propria macchie bianche, blank on the map, obbiettivi che aspettano tuonando nel buio. Aspettano il tempo giusto per progettare altrettante spedizioni e sicuramente alcuni di loro prossimamente vedranno le nostre luci! 




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